In una di queste notti particolarmente avare di sonno mi è capitato di riflettere su quante volte nel corso della mia vita mi sono dovuto imbattere in situazioni nelle quali mi sono trovato di fronte al “fatto compiuto”… senza avere modo di ribattere…
Banale, direte voi. In effetti questo accade sempre, in ogni fase della vita. Solamente che quando si è bambini e la costrizione viene da chi ci ha messo al mondo, da chi cerca di darci un’educazione o un’istruzione, da chi tenta di indirizzarci verso quello a cui dovremo andare incontro… beh… si riesce col tempo ad accettarlo in maniera discretamente agevole.
Quando invece una cosa del genere accade in età “adulta”, accettare una situazione del genere diventa decisamente più complicato.
Mi piacerebbe un giorno essere artefice del mio destino…
Non prendetemi per megalomane, matto o chissà che altro.
Voglio solo dire che mi piacerebbe, in futuro, poter prendere le decisioni che riguardano la MIA vita in modo totalmente autonomo (anche quasi totalmente andrebbe già bene…). Questo significa che gli errori che farò peseranno totalmente sulle mie spalle, e mi sta bene… ma anche che quel poco di buono che riuscirò a tirare fuori dal cilindro mi dovrebbe essere riconosciuto appieno… ma non dalle persone… dalla vita stessa!!
Lo so, ultimamente sogno troppo spesso e altrettante volte mi ritrovo bruscamente catapultato verso quella che è la realtà… l’impatto non è sempre agevole, ve lo assicuro…
Il bello dei sognatori è che non hanno bisogno di stare su una spiaggia deserta di un’isola tropicale per sentire il suono del mare
Il mondo continua, la vita va avanti, di cose da fare ce ne sono e se questo è sufficiente per tenere la testa abbastanza occupata… beh… tanto basta… o ce lo facciamo bastare…
Ah, dimenticavo… questo sarà il mio ultimo post in questo blog.
Sono passati quasi 10 mesi da quando ho per la prima volta lasciato la mia impronta in questo spazio condiviso. In questi 10 mesi ho tentato di incidere in queste pagine le mie sensazioni, i miei pensieri, le mie aspettative e, perchè no, anche di prenderlo come un luogo di sfogo silenzioso, senza creare quel rumore di cui nessuno di noi ha minimamente bisogno…
Devo ammettere che, tirando le somme, l’idea iniziale che avevo in mente quando ho deciso di proporre quest’iniziativa si è rivelata molto diversa da quello che in realtà è stato. Molto spesso l’introspezione ha lasciato spazio allo svago, l’interesse è stato spesso calamitato più da cose banali piuttosto che da quello che ciascuno di noi si sentiva di tirare fuori…
Ad ogni modo ringrazio quanti hanno contribuito a rendere questo blog un punto nel quale fermarsi un minuto, anche solo per sapere qualcosa di qualcuno che ci sta intorno… e con questo chiudo questa mia parentesi, con la speranza di aprirne molte altre…
Non mi sento di chiudere questo post se non lasciando un’ultima firma, che come consuetudine è rappresentata da una canzone… una signora canzone…
Niente dura per sempre, neanche la fredda pioggia di Novembre
L’augurio è quello di riuscire un giorno a smentire il messaggio che questa canzone tenta di lanciare. Proprio così, perché io nonostante tutto ci credo ancora che alcune cose possano durare per sempre…
Siamo appena all’inizio della nostra attività musicale… e già si parla di serate annullate!!
Purtroppo siamo costretti ad annullare la nostra esibizione, prevista per questa sera presso il Bar Eden di Morrovalle, a causa della varicella… che per l’ennesima volta ha colpito uno dei nostri…
Sembra proprio che siamo perseguitati… ma noi andiamo avanti comunque!!
La serata di domani al Fever di Porto Sant’Elpidio è ancora in forse… perciò STAY TUNED!!
UPDATE: Anche la serata al Fever è annullata… grazie varicella!!
Il mio ultimo contributo vero a questo blog risale ormai a diverso tempo fa, e non è affatto un caso se ritorno a scrivere proprio ora, proprio oggi.
Un grandissimo scienziato, a mio avviso il più grande, diceva che il tempo non è esprimibile in valore assoluto, ma solamente in funzione del sistema di riferimento e di conseguenza solo in maniera relativa.
In effetti, ad oltre un secolo di distanza, è molto difficile dare torto a questo signore di nome Albert Einstein. Anche volendo prescindere da frasi stupide quali “Mi sembra una vita fa!!” oppure “Come passa il tempo!!”, è impossibile negare che il tempo sia una delle misure più sfuggenti ed ingannevoli che esistono.
E guardandoti indietro rivedi quando un giorno ti ritrovavi senza conoscere nessuno a fare un test di ammissione all’Università, sapendo che per qualche anno sarebbe stata la tua principale attività e che tu di quel mondo non ne sapevi assolutamente niente. Cinque anni dopo, come se fosse passato appena un attimo, sei a poche ore da quello che di certo, indipendentemente da quello che succederà dopo, sarà il culmine della tua vita da studente universitario. E ti rendi conto di essere stato parte di quel mondo che fino a poco prima metteva anche paura. E se prima non conoscevi nessuno ora ti accorgi che gran parte delle persone che ti girano intorno le conosci e ti salutano.
Sono consapevole che la mia vita universitaria non è stata minimamente paragonabile alla concezione comune che se ne ha. Intendiamoci, non è che sono stato sempre in camera a studiare… per quello rivolgersi altrove. Però, quando dovevo scegliere di mettermi sotto per un esame piuttosto che divertirmi… la scelta è stata obbligata e nemmeno troppo dolorosa. Ad oggi, non rimpiango nessuna delle volte in cui ho sacrificato il divertimento per arrivare qui dove sono.
E la cosa più bella di questi anni, oltre alle soddisfazioni personali che mi sono tolto ed agli obiettivi prefissati che ho raggiunto, è l’aver conosciuto una serie di persone, dentro e fuori dall’università, che in un modo o nell’altro rimarranno con me per tutta la vita. Qualcuno solo nei miei ricordi e pensieri, qualcun’altro magari con cui rimanere in contatto. A queste vanno aggiunti tutti coloro che già prima di questa avventura erano al mio fianco e ora, a distanza di anni, ancora trovo accanto a me in ogni momento. Tra tutte queste persone ho scoperto e riscoperto delle amicizie belle e piacevolmente inaspettate. Ovviamente ci sono molte persone con cui ho avuto un ottimo rapporto e che ora praticamente non conosco nemmeno più. La vita è questa, prendere o lasciare.
Tra qualche ora la maggior parte delle persone che reputo importanti sarà vicino a me per condividere questo punto di svolta della mia vita. E a tutte le persone che invece non ci saranno va un grande ringraziamento poiché renderanno la presenza di coloro che ci saranno ancor più bella e gradita.
Nemmeno le montagne e gli alberi millenari riescono per sempre a resistere al tempo, per questo l’avere accanto a me persone così importanti per così tanto tempo mi riempie di orgoglio e mi da la forza di andare avanti, sempre e comunque.
Every year is getting shorter, never seem to find the time
Plans that either come to naught or half a page of scribbled lines
The time has gone, the song is over, thought I’d something more to say
P.S. Questa citazione non è affatto un caso, ed ho la sensazione che in diversi se ne accorgeranno presto.
Forse in troppi si stavano ancora stropicciando gli occhi per la Coppa del Mondo 2006…
E si, perchè comunque l’immagine di Cannavaro che alza al cielo il trofeo rimarrà impressa nella storia… nonostante già quella coppa era stata portata a casa più con la tipica caparbietà tricolore e un pizzico di fortuna (un rigore più o meno dubbio ai quarti, un gol allo scadere in semifinale e i rigori in finale dopo la famosa testata… giusto per citare i più grossi episodi) che con il bel gioco e lo spettacolo.
Questa volta la storia è stata diversa… molto diversa…
Si sa, quando si parte coi favori del pronostico alla vigilia raramente si torna vincitori, e già il girone eliminatorio aveva portato a galla tutti i limiti tecnico-tattici di una squadra senza idee e senza quei giocatori che fanno la differenza. La fortuna anche qui è stata dalla nostra parte mettendoci di fronte una squadra, la Francia, messa addirittura se possibile peggio di noi…
La Spagna è un’altra cosa… una squadra giovane, veloce e intraprendente… con una fame di vittoria che nonostante tutto deve frenare per non correre il rischio di cadere nell’inesperienza.
Il risultato finale è tutt’altro che veritiero, dato che nel corso di un’intera partita ci siamo presentati si e no un paio di volte di fronte al portiere avversario contro le innumerevoli conclusioni degli iberici. Se per di più quelle poche volte non abbiamo minimamente concretizzato… beh… le speranze di vincere si riducono a molto meno di un lumicino. Certo che una squadra il cui attacco non segna nemmeno un gol in 4 partite non va da nessuna parte. Perchè, cari miei, Cassano non è un fenomeno, mai lo è stato e mai lo sarà, Del Piero e Di Natale hanno dato molto meno di quel che potevano, Quagliarella e Borriello non hanno neanche partecipato alla spedizione… ed infine Toni, quello che doveva trascinarci alla vittoria finale, Mister 30 gol in Germania, non riesce nemmeno a correre dietro alla palla e ad avvicinarsi al bersaglio… un peso per la squadra e nient’altro. Un attacco così fa solo ridere…
Se poi a tutto questo andiamo ad aggiungere l’assenza dell’unico, vero campione di questa squadra (insieme a Buffon, come sempre impareggiabile!!)… quel Pirlo squalificato che in passato troppe volte ci ha tolto le castagne dal fuoco… beh… forse non abbiamo assolutamente nulla per cui recriminare…
L’Italia è un paese di giornalisti ed allenatori e quindi, per tentare di non ricadere in una di queste categorie chiudo questo piccolo sfogo calcistico con una piccola, scontatissima domanda… Ma dove vogliamo andare se l’unico giocatore italiano in attività in grado di cambiare il corso di una partita, Pippo Inzaghi, non viene ritenuto meritevole di entrare a far parte di questo gruppo?
Confido nel fatto che tra qualche anno si riuscirà a ricostruire un nuovo gruppo vincente, con quella che sarà la nuova generazione, con una fame di vittorie e una voglia di spaccare il mondo che molti di questi signori attuali non sanno nemmeno dove sta di casa.
Per ora… peccato!!
Appuntamento in Sudafrica… nel 2010…
flea777
P.S. Ovviamente tutto questo è solo un mio pensiero personale… condivisibile o meno…
Sono lieto di annunciare al gentile pubblico l’uscita, avvenuta da appena poche ore, del nuovo singolo di Luciano Ligabue.
Il singolo, intitolato Il centro del mondo, è soltanto il primo dei tre che faranno parte della tracklist del nuovo CD-DVD che uscirà intorno alla fine di questo mese.
Questo nuovo lavoro, ideale completamento di quel Primo Tempo uscito qualche mese fa non può che chiamarsi Secondo Tempo, e in congiunzione col “fratellino” contiene tutti i singoli di Ligabue a partire da Su e giù da un palco (1995) fino ad oggi.
Ora basta con i convenevoli… la parola alla musica!!
P.S. tutto questo in attesa di essere sotto il palco per assistere al terzo concerto del Liga… grazie Mach
Portami dove mi devi portare
Africa Asia o nel primo locale
Fammi vedere che cosa vuol dire partire davvero
Portami dove non posso arrivare
Dove si smette qualsiasi pudore
Fammi sentire che cosa vuol dire viaggiare leggeri
Sei sempre così il centro del mondo
Il viaggio potente nel cuore del tempo andata e ritorno
Portami ovunque
Portami al mare
Portami dove
Non serve sognare
Chiedimi il cambio
Solo se devi
Sei brava a guidare
E dopo portami oltre che lo sai fare
Dove sparisce qualsiasi confine
Fammi vedere che cosa vuol dire
Viaggiare col cuore
Sei sempre così il centro del mondo
Il primo bengala sparato nel cielo quando mi perdo
Sei sempre così il centro del mondo
Ti prendi il mio tempo
Ti prendi il mio spazio
Ti prendi il mio meglio
Portami dove mi devi portare
Venere Marte o altri locali
Fammi vedere che cosa succede a viaggiare davvero
Sei sempre così
Il centro del mondo
Il primo bengala sparato nel cielo quando mi perdo
Sei sempre così
Il centro del mondo
Ti prendi il mio tempo
Ti prendi li mio spazio
Ti prendi il mio meglio
Io suppongo che almeno il 99% di coloro che navigano in rete abbiano, almeno una volta, utilizzato Google. Google è, al momento, il più importante motore di ricerca (e non solo) a livello mondiale.
Sono altresì convinto che la stragrande maggioranza dei suddetti utenti sono rimasti incuriositi dal pulsante “Mi sento fortunato” presente sulla Home Page di Google, ma hanno evitato di cliccarci per evitare brutte sorprese (anch’io ero molto dubbioso su questo in realtà…). Bene, questo famoso pulsante non fa altro che reindirizzare l’utente direttamente al primo risultato utile della ricerca che si sta effettuando. Quindi, se ad esempio io scrivo “Gazzetta dello sport” sullo spazio di ricerca e clicco sul pulsante, mi si apre direttamente il sito Gazzetta.
Ok… tutto questo non è abbastanza…
Ora vi do’ una dimostrazione della potenza di questo strumento.
Andate sulla Home Page di Google e scrivete sullo spazio di ricerca “trombare la gnocca” e poi cliccate sul pulsante “Mi sento fortunato” (non vi preoccupate, non scoppia il computer e non vi appare niente di pornografico ).
Ormai da mesi l’oggetto più desiderato dagli appassionati di tecnologia, giovani ma anche meno giovani, sembra essere il celeberrimo iPhone, commercializzato da Apple.
Tale meraviglioso strumento, che nel nostro paese non è ancora ufficialmente in vendita, al pari forse solo dell’Africa e delle zone più recondite dell’emisfero australe (sarà forse che i signori della Apple reputano l’Italia al pari dei sopracitati??), dovrebbe essere prossimo alla commercializzazione anche in Italia (a svariate centinaia di €).
Dell’iPhone si è parlato e straparlato, ma forse vale la pena di continuare a parlarne, giusto per rendere consapevoli tutti coloro che sono rimasti ammaliati da un display e qualche iconcina che gira delle reali features di questo apparecchio.
A questo scopo prendo spunto da un articolo di Tim Hillebrand che, dopo un’analisi comparativa tra l’iPhone e uno Smart Phone con sistema operativo Windows Mobile, traccia i 30 punti in cui Win Mobile è superiore all’iPhone. Dall’articolo originale elenco solo i primi 10 punti, la top 10 delle carenze dell’iPhone rispetto alla restante parte del mondo mobile.
1. Non permette di eseguire operazioni come scrittura di testi, fogli di calcolo, gestione database e visualizzazione di presentazioni in Power Point (strumenti molto utili per un business phone)
2. Non si possono usare gli Mp3 per le suonerie
3. Mancanza del GPS
4. Impossibilità di inviare MMS
5. Nessuno slot di espansione per schede di memoria
6. Mancanza del flash
7. Non registra i video
8.Mancanza della seconda fotocamera per video conferenze e autoritratti
9. Mancanza di tastiera fisica (QWERTY o tastierino numerico). Il sistema di scrittura a schermo è lento e adatto a dita piccole mentre la correzione degli errori impiega tempo.
10. Non è possibile evidenziare, copiare e effettuare l’operazione di taglia e incolla.
Consigliandovi di proseguire la lettura dell’articolo originale, chiudo questo post con un interrogativo.
Ma questo bellissimo iPhone, oltre ad una grafica accattivante e ad una pubblicità martellante, cos’ha più di un altro Smart Phone (o PocketPC)? E perchè qualcuno dovrebbe buttarci dei soldi quando in commercio esistono dei prodotti decisamente migliori a prezzi più bassi?
Con destino o fato ci si riferisce all’insieme di tutti gli eventi inevitabili che accadono in una linea temporale. Può essere concepito come l’irresistibile potere o agente che determina il futuro, sia in termini generali che di singolo individuo. Il concetto è basato sul credo che esista un ordine naturale prefissato nell’universo
Fonte: Wikipedia
Ogni volta che sento o pronuncio la parola destino non posso fare a meno di pensare a ciò che c’è dietro a questo termine…
Ma esiste veramente il destino? E’ un dito dietro al quale nascondersi da usare come arpiglio quando le cose vanno male? Oppure è un’entità da modellare a nostro piacimento?
Io sono sempre stato e rimango dell’idea che ogni uomo costruisce da se le proprie fortune eppure a volte non si può o non si riesce a dare una spiegazione logica ad alcuni accadimenti, ed allora si tira in ballo il destino… Questo destino secondo il quale tutto è scritto e dal quale nessuno può fuggire…
E’ innegabile che nella vita ci siano solamente un numero esiguo di certezze (tant’è che la vita stessa è incerta ed evanescente) e che queste certezze possono crollare da un momento ad un’altro senza il minimo preavviso. Io non so dove sarò tra qualche anno, cosa farò per vivere e insieme a chi sarò, cosa avrà in serbo per me questo famigerato destino e cosa potrò fare io per indirizzarlo verso quel che io voglio veramente… l’unica cosa che so è che forse è troppo facile a volte trincerarsi dietro alla giustificazione che tanto… è destino…
Tra le poche certezze che io personalmente possiedo… e su questo si sarei disposto a giurare… è la musica. Con la musica io andrò avanti… sempre… e, se destino avrà voglia di intromettersi nella mia vita, dovrà prima bussare alla mia porta…
Mi metto a letto con il mio lettore mp3 alle orecchie e mentre ascolto un po’ di musica mi viene in mente qualche pezzo di alcuni anni fa. Nessuno di questi pezzi entrerà mai a far parte della storia della musica per il proprio testo profondo o per la virtuosità dei propri esecutori. Nonostante questo ogni volta che le ascolto ciascuna di queste canzoni riesce a strapparmi un sorriso, vuoi perchè sono pezzi in sè divertenti e soprattutto perchè mi ricordano tempi decisamente migliori… i tempi dell’adolescenza…
Nello specifico parlo di due canzoni composte da due gruppi scandinavi alla fine degli anni ‘90… più precisamente nel biennio 1997-1998…
I gruppi in questione sono entrati brevemente nel mercato musicale europeo, introducendo addiruttura due generi nuovi, il bubblepop e il technobilly (già dai nomi si capisce un bel po’ di roba…), e per qualche mese non si è sentito altro…
Ovviamente io da buon tredicenne non ancora così musicomane non potevo esimermi dall’ascoltarle in modo assolutamente divertito e devo ammettere che, in confronto a quello che gira adesso si possono quasi definire capolavori…
Lascio al vostro giudizio qual’è secondo voi tra i due il brano migliore, limitandomi ad esprimere la mia preferenza per il primo pezzo (c’ho addirittura il cd originale!! )
Ci sono tantissime canzoni che con il loro testo riescono ad esprimere delle emozioni altrimenti difficilmente esprimibili. Dall’altra parte ci sono invece quei pezzi ai quali non servono parole per trasmettere tutte le emozioni di cui sono carichi…
La maggior parte di coloro che legge questo post è probabile che abbia sentito almeno una volta nella vita il pezzo di cui parlo, ma altrettanto probabilmente quasi nessuno riesce a ricordare dove l’ha sentito… e quindi ci sono io a rinfrescare le idee!
Il brano in questione è tratto dal film La leggenda del pianista sull’oceano, un capolavoro a mio modo di vedere…
Il grande Ennio Morricone riesce a racchiudere in poche note un turbinio di emozioni e le immagini che accompagnano la musica danno pienamente l’idea delle sensazioni che prova il protagonista nel vedere la ragazza amata passare così vicino ma allo stesso tempo così lontano da lui…
A me personalmente questo pezzo mette una tranquillità addosso celestiale e pertanto vorrei condividere questa sensazione… Buon ascolto!!
P.S. il nome del brano è Playing love… decisamente autoesplicativo
Bene, ora un giochino di logica lo propongo io…
Premetto che a me è stato fatto qualche mese fa ed ho impiegato circa 10 minuti per risolverlo, ma è tutt’altro che banale…
In un paesello ci sono alcune regole di vita…
1) Non esistono specchi e quindi nessuno sa di che colore ha gli occhi.
2) I sudditi non possono comunicare fra loro (né verbalmente ne per iscritto ne a gesti).
Il re/dittatore del paesello ordina a tutti i suoi sudditi con gli occhi azzurri di uccidersi.
Il primo giorno, tutti si presentano in piazza per un controllo, e non manca nessuno.
Il secondo giorno, tutti si presentano in piazza per un controllo, e non manca nessuno.
Il terzo giorno, tutti si presentano in piazza per un controllo, e non manca nessuno.
Il quarto giorno qualcuno manca.
Ieri la tua casa era piena, così piena sicuramente non lo era mai stata…
Tutti quelli che ti hanno voluto bene, con cui hai condiviso anche solo qualche momento o semplicemente ti conoscevano sono voluti venire da te, a darti un ultimo saluto. Si, perchè ora il tuo posto non è più qua in mezzo a noi… il Paradiso ti ha accolto a braccia aperte…
E tu questo affetto te lo meriti tutto…
Credo tu sia la persona più forte che io abbia mai conosciuto, e questa forza la trasmettevi ogni momento a tutti coloro che ti stavano intorno, tanto che a volte non era proprio chiaro chi fosse il malato e chi il visitatore…
La tua forza, racchiusa in quel corpo minuscolo, e il tuo modo di fare a volte persino scontroso ogni tanto però si scioglievano… mostrando quella sensibilità di cui solo tu eri capace.
Non scorderò mai il giorno della mia laurea, alla quale la vita ha in tutti i modi cercato di non farti assistere. L’immagine più bella che ho impressa nella mia mente sei tu che al momento della mia proclamazione sei scoppiato in lacrime, come un bambino. E questa immagine la ricordavamo sempre insieme ogni volta in cui ci vedevamo, con la speranza di poterla ripetere tra qualche mese…
Invece questa volta tu non sarai tra di noi fisicamente, ma il tuo spirito mi darà la spinta per compiere questa ulteriore impresa.
Forse i troppi impegni e la troppa superficialità che oggi contraddistingue le nostre vite non mi ha permesso di vederti così spesso come avrei potuto o dovuto. Ogni volta tornando a casa il fine settimana mi dicevano che mi avevi cercato, ed io nel primo momento disponibile venivo a trovarti, giusto per fare due chiacchiere, che magari per un momento potevano distrarti dai tuoi problemi… e vedere i tuoi occhi che si illuminavano alla mia presenza mi infondevano un coraggio che mi ha permesso di andare avanti… anche quando ti assicuro che non era facile…
Se avessi ereditato da te solamente una piccola parte del tuo spirito e della tua forza di volontà mi riterrei un uomo veramente fortunato… e non posso che ringraziarti per quello che mi hai dato e che dall’alto continuerai a darmi.
Il cielo oggi si è riservato la sua giornata più bella proprio per te… per illuminare il tuo cammino… e tu da lassù cerca di vegliare su di noi, che ogni giorno cerchiamo di districarci in questa foresta che si chiama vita, che a volte non distinguiamo il bene dal male e che ci perdiamo con facilità…
Che tu possa avere ora quella serenità che per troppo tempo ti è stata ingiustamente negata.
La felicità è il sentimento più effimero che esiste…
Nel momento in cui un essere umano si sente felice… inesorabile giunge qualcosa che distrugge questo castello. E si può evitare di scomodare Dio, la fortuna o la scienza, è sufficiente prendere atto di questa sconcertante verità assoluta e farsene una ragione…
Tu credi di essere felice, o magari per un po’ lo sei veramente, ma sta pur sicuro che questa felicità è un boomerang talmente potente che se torna indietro il contraccolpo che si subisce assume proporzioni inaudite. E questo vale sempre… o perlomeno non conosco eccezioni…
Il bello è che tu te ne accorgi quando arriva il giorno X… c’è chi se ne accorge appena schiude gli
occhi al mattino, chi appena poggia il primo piede per terra e magari chi lo capisce solo guardandosi allo specchio, ma di certo prima o poi ci si arriva a capire. E allora tutto quel che si può fare è tentare di non andarci incontro, di tenersi in disparte, di evitare di rompere quel cristallo già fragile… ma raramente ci si riesce… forse mai…
“Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”
… e come foglie bisogna stare aggrappati con tutte le forze a quest’albero chiamato vita, per evitare di staccarsi troppo presto, restandovi attaccati nonostante le ferite grondanti sangue, nonostante a volte la voglia di mollare è troppo forte e la fatica nel rimanervi aggrappati è straziante.
Tutto questo per raggiungere quello che i saggi chiamano Vivere, con la V maiuscola.
Vivere, che non è affatto sinonimo di esistere…
Vivere, pensando a chi ci sta intorno e potrebbe non esserci più da un momento all’altro…
Vivere, utilizzando i ricordi e la memoria esclusivamente come rampa di lancio verso il futuro, non permettendo loro di frenare il proprio slancio…
Vivere, sapendo che c’è qualcosa per cui vale la pena farlo…
Vivere, perchè è troppo facile lasciarsi andare…
Vivere, dimenticando i rimpianti…
Vivere, con chi ti vuole bene e non può fare a meno di te…
Vivere, suonando di continuo la musica della nostra vita, sapendo che mai ci tradirà…
Vivere, semplicemente…
Perchè, nonostante tutto, prima o poi la felicità arriva, ed allora vivere è più facile…
Ogni volta che ascolto una canzone che mi piace, mi tornano in mente i momenti e le sensazioni che quella canzone riesce ad evocarmi…
Ricordo bene che una sera (si parla di almeno 5-6 anni fa!!) mi sono ritrovato da solo, mentre tutti gli altri erano già andati a casa, in uno dei luoghi che un tempo rappresentavano un punto di ritrovo notturno, un luogo in cui però si poteva anche stare per ore a guardare il cielo senza che nessuno venisse a disturbare (e chi mi conosce può anche intuire il posto in questione…).
Non era un bel periodo, così come ce ne sono tanti nella vita di un uomo, e per me quella sera l’unica necessità era stare da solo, spalmato a terra, fissare le stelle e trovare dentro una scintilla, un qualcosa che permettesse di andare avanti…
All’epoca non avevo un lettore mp3 che potesse contenere migliaia di canzoni, quindi si capisce bene come scegliere accuratamente le tracce da ascoltare era una necessità…
Mi ricordo perfettamente che la sera avevo messo nella sella del mio motorino il mio lettore cd ed un solo disco, che in previsione di quella che sarebbe stata una lunga serata poteva anche sembrare un po’ pochino. Il cd in questione non è proprio di quelli rilassanti, che ti mettono in contatto diretto col mondo… anzi… stiamo parlando di Conspiracy of one, degli Offspring…
Tra le tracce del disco ce n’è una, esattamente la numero 4… Want you bad… che mi trasmette una carica pazzesca, come poche altre canzoni che conosco…
Bene, che ci si creda o no, sono stato per ore disteso in terra ascoltando quella canzone… Play-Rewind-Play-Rewind… fino a quando le prime luci del mattino mi hanno consigliato di andare a dormire.
La canzone in questione è la voce di un ragazzo che si rivolge alla sua donna, mascherando suo bisogno di amore con parole forti… al limite del masochismo… (“I want you bad“)
Che vi devo dire… questa canzone ogni volta che la ascolto mi da forza… oggi come quella notte… e canzoni come queste, che vogliono dire ed hanno voluto dire qualcosa, valgono la pena essere ascoltate… per ore…
L’altro giorno casualmente ho trovato sulla stampante dell’ufficio la stampa di un diagramma di flusso (così lo chiamano quelli che capiscono…) e, non sapendo chi l’avesse mandata in stampa, gli ho dato un’occhiata insieme ad altri per capire di cosa si trattasse.
Con mio grande piacere vi ho trovato scritto sopra la soluzione a tutti i problemi di un lavoratore medio… e pertanto mi appresto a divulgarlo…
P.S. effettivamente non credo che nella vita reale funzioni esattamente così… ma sono convinto che qualcuno lo prenda come schema di riferimento…
Questo post nasce principalmente da un interrogativo posto dal collega Maverick qualche tempo fa. Tale interrogativo così recitava: “Ma si può guardare un film per piangere?“
In realtà la cosa sembra piuttosto strana, in quanto la visione di un film rappresenta un momento di svago, di stare insieme e soprattutto perchè effettivamente… si tratta di un film, e non di vita vera!!
Tuttavia, soprattutto ultimamente, mi sono trovato di fronte a casi di forte commozione durante e dopo la visione di qualche film e mi sono chiesto, visto che sono praticamente l’unico a non aver partecipato al diluvio, se sono io che sono insensibile oppure se proprio non ha senso piangere per un film!!
In effetti ambedue le tesi possono sembrare valide ma, per togliere valore alla prima ipotesi, ho scavato nella mia mente per reperire qualche episodio di pianto durante la visione di un film e, sorprendentemente, qualcosa sono riuscito a trovare…
Bisogna risalire al lontano 1994… quando alla tenera età di 10 anni il sottoscritto venne accompagnato al cinema a vedere uno dei film di animazione (e non solo…) migliori di tutti i tempi… IL RE LEONE…
Beh, da povero bimbo indifeso qual’ero non ho potuto fare a meno di scoppiare in lacrime alla scena della morte di Mufasa, quando il vecchio e saggio Re precipitava, tradito dal fratello Scar, nel burrone nel quale era in corso una carica da parte di una mandria di gnu.
Ecco… questo è l’unico episodio in cui mi ricordo di aver pianto durante la visione di un film…
L’unico video della scena in questione disponibile è in inglese e visualizzabile a questo indirizzo: Mufasa’s Death-Lion King-ENGLISH
P.S. in effetti rivisto adesso non mi fa esattamente piangere… ma cmq un po’ di tristezza me la mette lo stesso
She comes in colors everywhere;
She combs her hair
She’s like a rainbow
Coming colors in the air
Oh, everywhere
She comes in colors
She comes in colors everywhere;
She combs her hair
She’s like a rainbow
Coming colors in the air
Oh, everywhere
She comes in colors
Have you seen her dressed in blue
See the sky in front of you
And her face is like a sail
Speck of white so fair and pale
Have you seen the lady fairer
She comes in colors everywhere;
She combs her hair
She’s like a rainbow
Coming colors in the air
Oh, everywhere
She comes in colors
Have you seen her all in gold
Like a queen in days of old
She shoots colors all around
Like a sunset going down
Have you seen the lady fairer
She comes in colors everywhere;
She combs her hair
She’s like a rainbow
Coming colors in the air
Oh, everywhere
She comes in colors
She’s like a rainbow
Coming colors in the air
Oh, everywhere
She comes in colors
In effetti la domenica non è il mio giorno della settimana preferito…
Il lunedì è vicino e il solito tram-tram si avvicina inesorabile dopo qualche momento di relax nel weekend.
Invece questa domenica ha per me rappresentato una grande giornata… condita da molti eventi piacevoli che andrò brevemente a raccontare, in stretto ordine cronologico…
ORE 00:01 – Festa di laurea… persone poche ma tutto sommato buone… serata tranquilla che scorre via abbastanza liscia…
ORE 07:45 – La festa è ormai finita da diverse ore, ma la nottata è continuata con una piacevole chiacchierata protrattasi per ore, finchè uno degli interlocutori (su due totali…), è stato costretto a dare forfait causa sonno…
ORE 08:00 – Dopo aver rischiato di rimanere chiuso fuori dalla camera a causa del tesserino per entrare piegatosi dopo essere stato nella tasca dei pantaloni per ore con me seduto sopra… prendo la decisione di tornarmene a casa. La temperatura prossima allo 0 non è propriamente confortevole ma almeno contribuisce a tenermi sveglio…
ORE 08:35 – Arrivo a casa… io entro e gli altri escono… faccio in tempo a salutare e mi catapulto sul letto… non durerà a lungo… ma va bene così!!
ORE 11:45 – Non appena la sveglia suona scatto in piedi e mi appresto a comporre la mia piccola opera d’arte. Sopra al letto compongo un collage con alcune foto scattate in vacanza e lo incornicio. Da oggi sulla mia scrivania, esattamente di fronte a me, campeggerà un quadro con immortalati alcuni dei più bei momenti della più grande esperienza della mia vita… finora…
ORE 15:00 – Come ogni domenica che si rispetti arrivano le 2 ore nelle quali non ci sono per nessuno… la partita del Milan. Mi dirigo verso il bar fiducioso…
ORE 16:50 – Il Milan ha appena vinto una difficile partita con un grandissimo gol dopo appena venti secondi dal suo ingresso in campo dell’appena diciottenne Alberto Paloschi, alla sua prima presenza in Serie A… gran bel biglietto da visita, non c’è che dire…
ORE 17:15 – Da Pisa via telefono mi arriva la notizia che il mio cavallo ha vinto una corsa importante con una progressione finale impressionante. Sembra che oramai ci stia prendendo gusto… siamo a 5 successi nelle ultime 5 uscite… e ora si punta alle competizioni che contano… oh yeah!!
ORE 17:30 – Vado in ospedale a trovare mio nonno ricoverato da ormai due settimane e mi rallegro del fatto che nonostante la sua situazione di salute sia tutt’altro che rosea stia tranquillo e anche di buon umore dopo qualche giorno difficile. Sono convinto che un’altra persona senza la sua forza d’animo e la sua testardaggine non ci sarebbe arrivata nemmeno a questo punto. In effetti qualcosa da lui sono proprio convinto di averla presa.
ORE 20:00 – Il coronamento di una gran bella giornata… la pizza a cena!! A sorpresa torno a casa e scopro che i miei hanno deciso di andare a mangiare la pizza… e chi sono io per dire di no??
ORE 22:15 – Nonostante le 3 ore poco più di sonno e le ossa in procinto di scollegarsi l’una dall’altra decido di uscire… e visto che è domenica l’evento è tutt’altro che scontato…
ORE 23:30 – La serata al pub è divertente… si ride e si scherza…
ORE 23:59 – Guardo il cellulare, il quale mi conferma che la giornata è praticamente agli sgoccioli. In attesa del domani che distruggerà tutto… oggi sono veramente felice…
E’ proprio vero quello che diceva Eduardo De Filippo… GLI ESAMI NON FINISCONO MAI!! Solamente che lui parlava di esami come di prove da superare nel corso della vita… io invece parlo di esami nel vero senso della parola… in quanto questi mi toccano direttamente!!
Dall’inizio dell’anno sono a quota 3, con la possibilità/speranza di arrivare a 4 entro fine mese… mettici che nel frattempo vuoi o non vuoi il lavoro di tempo ne porta via… mettici che la voglia più si è prossimi alla fine e più è agli sgoccioli (intendiamoci… non è che prima ero così invogliato…) e mettici pure che se dormissi un po’ di più non mi farebbe male… sta di fatto che il mio povero cervello è sovraccarico e non credo resisterà ancora per molto!!
Pensare che tra non moltissimo tutto sarà finito e concentrare gli sforzi verso questo obiettivo da soli non bastano a far trovare gli stimoli e la carica necessaria per affrontare queste ultime prove prima del gran finale… e quindi tocca aggrapparsi a tutto e raschiare il barile per tirare su i neuroni necessari…
Molte volte ringrazio il cielo di non essere uno di quelli che si imparanoia per un esame, che non esce di casa finchè non lo ha passato e che nel frattempo si isola dal mondo che lo circonda e si butta a capofitto nei libri… sono convinto che sarei non sarei qui ora!!
Tra poco poi ci sarà da pensare a quello che sarà il futuro… e allora li sono sicuro che ci sarà da divertirsi…
Per la testa in questo momento di pensieri ce ne sono tantissimi… e non solamente per quanto riguarda il futuro (e il lavoro… o quel che sarà…), ma soprattutto per il presente… e una musica accompagna queste mie riflessioni. La canzone è una di quelle che ti mette energia, che ti carica… così come colui che la intona… quindi non mi resta altro che addormentarmi con questo nelle orecchie… buonanotte!
Di solito le persone la notte dormono…
In genere chi non fa turni lavorativi notturni o roba del genere la notte dorme…
Anche chi torna a casa tardi… quando torna, va a dormire!!
Invece a me capita spesso di tornare a casa anche a ore tarde della notte e starmene lungo sul letto per ore ad ascoltare musica e riflettere…
Questa notte, sull’onda della gran serata passata ad ascoltare uno spettacolo-tributo ai grandi Pink Floyd, ho intrapreso con il mio ormai logoro cervello una introspezione dal titolo “E’ meglio tentare e fallire o non tentare affatto?“
Sono straconvinto che porgere questa domanda a 1000 persone significa sentirsi rispondere per altrettante volte (o quasi…) che nella vita bisogna tentare, a costo di fallire… Beh, non sono convinto che tutti coloro che rispondono in questa maniera si comportino in effetti così…
E non è poi così stupida come cosa!! E’ decisamente più facile rimanere sempre sulla difensiva, non prendere rischi, non buttarsi a capofitto in situazioni di cui non si ha certezza di vittoria…
Non voglio essere ipocrita… e non ho alcun problema ad ammettere che a volte anche per me è stato più comodo “estraniarmi dalla lotta”… forse non in situazioni importanti, ma non nego che a volte evitare il conflitto non sia stata la soluzione più facile…
Sono però convinto che, in tutte le situazioni in cui ho combattuto… beh, l’ho sempre fatto mettendoci l’anima, traendone diverse soddisfazioni e pochi rimpianti…
Ecco… proprio mentre sono giunto a questa conclusione nelle mie orecchie sentivo gli Stratovarius che cantavano “sometimes I may win, sometimes I’ll lose, it’s just a game that I play“… sintesi perfetta direi!!
Non credo che in futuro cambierò il mio modo di pormi di fronte ai problemi, continuerò ad affrontarli, anche se a volte è difficile, finchè potrò…
Ore 5.20: Il mio cervello ormai sopraffatto dalla marea di sciocchezze da cui è stato inondato decide di spegnersi… ed io con lui… si dorme infine… buonanotte!!
Dopo tanto soffrire ieri è venuto a mancare Giampaolo, un ragazzo che conoscevo da ormai quasi 5 anni, dai tempi delle prime lezioni universitarie. Da tempo era costretto ad un letto di ospedale da una gravissima malattia che purtroppo non ha potuto sconfiggere.
Durante questo periodo di degenza, un fuori e dentro dalle sale di un ospedale con pochi alti e molti bassi, ho avuto occasione di comunicare con lui in un paio di occasioni. Anche in questo periodo buio della sua vita, per quel poco che ho potuto verificare, non aveva perso il suo spirito forte, la sua tranquillità e il suo stare bene con gli altri.
Io non lo conoscevo benissimo, comunque frequentando praticamente le stesse lezioni capitava molto spesso di parlarci… una persona tranquillissima con la quale si riusciva tranquillamente a dialogare e scherzare. Lui, grande tifoso juventino, ed io, milanista sfegatato, spesso ridevamo e ci prendevamo in giro a vicenda su questo. Ricordo che una delle ultime volte in cui ho parlato con lui si parlava proprio di questo… di come tutto sommato in quel periodo, con il Milan vincitore della Champions e la Juve tornata in serie A, eravamo tutti contenti…
L’ultima volta che ci siamo sentiti l’ho trovato molto forte e consapevole di tutta questa situazione… ma purtroppo la sua forza da sola non ha potuto combattere contro il male che lo affliggeva…
Un poeta come Jim Morrison, riprendendo una frase di Almirante, diceva “Vivi come se dovessi morire subito, pensa come se non dovessi morire mai”
Addio GIAMPY… da lassù veglia su di noi… ne abbiamo bisogno!!
“I videogiochi non influenzano i bambini.
Voglio dire, se PAC-MAN avesse influenzato la nostra generazione, staremmo tutti saltando in sale scure, masticando pillole magiche e ascoltando musica elettronica ripetitiva…”
Kristian Wilson, Nintendo Inc, 1989
Pochi anni dopo nacquero le feste rave, la musica techno e l’ecstasy…
Si dice che il computer può fare miracoli… e quando si parla di miracoli digitali non si può non citare Photoshop.
Tra le tante cose che girano sulla rete che mettono in mostra le mirabolanti capacità di questo software ho scelto un esempio, molto ma molto rappresentativo…
Si tratta dello spot di un noto prodotto di beauty-care che gira ormai da parecchio (chiaramente in Italia gli spot belli non li mostrano in genere… ma vabbè…).
Viene mostrata una ragazza… diciamo non prettamente un fiore… la quale viene fotografata al fine di essere inserita in uno di quei cartelloni pubblicitari giganti. Bene, non essendo proprio un esempio di bellezza la ragazza necessita di un bel po’ di trucco… ma ancora non basta. E qui entra in gioco il caro PS
In poche mosse la ragazza viene trasformata in una stra-gnocca pronta per essere fatta campeggiare sui manifesti per le strade… DA NON CREDERCI :O !!
Mi sono per caso imbattuto in una classifica, stilata da un sito che si occupa di design, Abduzeedo, che riguardava le 10 pubblicità più creative del 2007 (che chiaramente in Italia non fanno vedere )… tra queste ho scelto le 3 più simpatiche a mio avviso e ve le faccio vedere.
P.S. metto anche l’indirizzo dove vedere tutte e 10 le foto in classifica… enjoy!